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Il "Corriere dei Piccoli" è nato il 27 dicembre 1908 come supplemento a quello che era ritenuto il più importante quotidiano italiano, il "Corriere della Sera", rivolto alla borghesia istruita. Ideato per i ragazzi, con l'intento di diffondere importanti valori quali il culto per il padre e la madre, la difesa della famiglia, l'importanza della scuola e l'amore per la patria, di fatto è comprato dagli adulti. Questo fu un dato di rilevante importanza, come nella scelta di privare i fumetti importati dall'America dei balloons con i discorsi diretti, perché il nostro pubblico adulto non avrebbe accettato dei fumetti allo stato puro in quanto considerati diseducativi; un’opinione, questa, che avrà bisogno di molto tempo prima di essere rivista. Si opta così per didascalie in rima, con fumetti che rivelano l’elevata capacità artistica dei loro creatori.
I fatti storici influenzano la creazione di tematiche e personaggi del "Corriere dei Piccoli": infatti la testata fa ad esempio la sua campagna d'Africa con tre figure: Nello, il bersagliere Gian Saetta e Schizzo.
Nel 1915 l'Italia scende in guerra e dal 1917 la direzione della rivista decide di tornare all'evasione nel fantastico, così tutti i monelli soldati vengono mandati in licenza e aumentano i personaggi adulti, a scapito di quelli bambini. Comincia allora, nello stesso anno, la sciagura del signor Bonaventura" per mano di Sergio Tofano (STO): ha così inizio una serie di storie di grandi borghesi, che culminerà con il "Sor Pampurio" di Carlo Bisi. La sua collaborazione al "Corriere dei Piccoli" ha inizio nel 1916. Le sue prime storie sono "Le bestie che si vendicano": qui un universo di animali vendicativi si scontrano tra loro preannunciando quei desideri meschini che ritorneranno nella sua "creazione" più famosa che, nata nel 1925, apparirà sul Corriere la prima volta nel 1929. Introduciamo così il Sor Pampurio, rappresentante dell'uomo medio italiano che vive la sua alienata epopea tra brevi tragedie domestiche e ridicoli fatti quotidiani, non può far altro che sottostare al suo miserevole destino. Il "Sor Pampurio" all'inizio si vede sempre costretto a cambiare appartamento: "Sor Pampurio arcicontento/del suo nuovo appartamento" era la filastrocca iniziale dei suoi primi anni di vita, che si trasforma in "Sor Pampurio arcicontento/d'esser qui per sfollamento" durante gli anni fascisti. Sciaguratamente autoironico nelle sue tragedie domestiche, non incarna solo l'uomo medio italiano, ma anche il retroscena casalingo del gerarca, prova del fatto che anche la letteratura infantile può essere testimonianza di critica ad un'epoca. Il suo adattamento al mondo contemporaneo è provato, negli anni Trenta, dal suo coinvolgimento nel mondo calcistico o nella trattazione dei problemi dello sfollamento o delle donne di servizio.
Altri temi trattati da Carlo Bisi sono le festività del Natale, Capodanno, Pasqua, in cui i festeggiamenti vedono l'incontro degli amici nati sul Corriere dei Piccoli come Spocchio, Felix, Marmittone. Per quarant'anni il "Sor Pampurio" entra nelle case delle famiglie italiane e negli anni Cinquanta viene sostituito da "La famiglia d'Oggidì", per essere ripreso e definitivamente abbandonato nel 1979. Paragonabile al "Sor Pampurio" è "Spocchio" che, nato nel 1930, crede che la gente lo guardi solo per fargli torto e anche lui non potrà che piegarsi al destino che egli stesso si è trascinato addosso. Un altro personaggio importante inventato dall’autore è il "Dottor Piramidone", nel 1927, uno scienziato che crea pozioni magiche e poi deve ripagare i danni procurati dalle sue invenzioni. Sicuramente influenzato da STO e dal Decò negli anni Venti, oltre che dal Futurismodi prima e seconda generazione, lo stile di Carlo Bisi si contraddistingue principalmente per un tratto demolitore, perfetto per fare satira.
Elisabetta Bertorelli (marzo 2004)
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